Il fu
Mattia Pascal
La storia di un uomo che riceve in dono la propria morte, cambia nome e scopre che non basta scomparire per essere liberi.
Quando la propria vita diventa una maschera.
Mattia Pascal non fugge soltanto da un paese, da una famiglia o da un matrimonio infelice. Fugge dalla forma che gli altri hanno dato alla sua esistenza.
Vive a Miragno, intrappolato in una quotidianità che sente estranea. I problemi economici, il matrimonio e le convenzioni sociali hanno trasformato il suo nome in una gabbia. Poi il caso gli offre una possibilità assurda: essere creduto morto mentre è ancora vivo.
Una vincita.
Una morte sbagliata.
A Monte Carlo, Mattia vince una somma considerevole. Durante il viaggio di ritorno legge sul giornale la notizia della propria morte.
Un cadavere è stato riconosciuto come il suo. Il paese lo piange, la famiglia lo considera scomparso e la società ha già chiuso la sua storia. Mattia comprende che nessuno lo sta più aspettando. Decide allora di non correggere l’errore: lascia morire il vecchio sé e prova a cominciare da capo.
Mattia muore.
Nasce Adriano Meis.
Cambia aspetto, inventa ricordi, costruisce un passato e sceglie un nuovo nome.
Adriano Meis sembra un uomo senza legami: può viaggiare, scegliere dove vivere e sottrarsi a tutte le responsabilità della vecchia esistenza. Ma la sua libertà è fondata su un’assenza. Per il mondo, Adriano non è mai nato. È un’identità raccontata, non una persona riconosciuta.
Vivo per sé.
Morto per gli altri.
Senza documenti e senza storia, Adriano non può amare, denunciare un torto o costruire una nuova famiglia.
Mattia decide di far morire anche Adriano Meis e ritorna al paese. Ma il tempo non si è fermato: sua moglie ha ricostruito la propria vita e il posto che un tempo gli apparteneva non esiste più. Rimane così sospeso tra due identità, condannato a osservare la propria esistenza dall’esterno.
Possiamo cambiare nome, città e volto.
Ma possiamo davvero fuggire da ciò che siamo?
Il fu Mattia Pascal racconta il conflitto tra ciò che sentiamo di essere e la forma che la società attribuisce alla nostra vita.
Identità, libertà, maschera.
Identità
Chi siamo quando il nostro nome, la nostra storia e lo sguardo degli altri non coincidono più?
Libertà
Essere liberi non significa vivere senza legami, ma poter scegliere legami che abbiano realtà e valore.
Maschera
Ogni identità è anche una forma: quella che costruiamo e quella che gli altri continuano a vedere.
Una storia
da portare addosso.
Una grafica originale Etna Spirits dedicata al capolavoro di Luigi Pirandello. Il viaggio, la stazione, il paesaggio mediterraneo e il doppio volto del protagonista diventano una composizione illustrata contemporanea.
Non indossare soltanto un’immagine. Indossa una domanda.
Il fu Mattia Pascal continua a parlarci perché tutti, almeno una volta, abbiamo immaginato di poter lasciare una vita e ricominciare da zero.
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